Stranieri in Italia
Documenti
Salute
Permessi di Soggiorno


Rubriche
Abbiamo scoperto per voi
Arte
Calcio
Fifa World Cup 2010
Motomondiale
Formula 1
Sessualità
Calendari
Scienza
Made in Italy
Musica
Pittura
Turismo
Musei Italiani
Musei Vaticani
Link Utili
Orari Treni
Orari Aerei
Meteo
Elenchi telefonici
Oroscopo
Grafologia
Dizionari Online
Oggi al Cinema
Speciale Calendari 2010
 
 
  Appaltopoli, a Perugia i primi riscontri
 

Secondo i pm che indagano sugli appalti per G8 e Grandi Opere, si starebbe delineando la rete di reati commessi e le figure chiave.

Perugia - "Non conosco Guido Bertolaso, a pagare l’affitto era l’architetto Angelo Zampolini". Raffaele Curi, proprietario dell’immobile da 40 metri quadrati in via Giulia, nel cuore della Capitale, dove per un breve periodo nel 2003 abitò il capo della Protezione Civile, è la prova del nove — secondo i pm perugini — che indagano sugli appalti per il G8 e le Grandi opere. Sentito in Procura ha confermato la versione dell’architetto accusato di riciclaggio, negando di essere l’"amico personale" del sottosegretario e di avergli messo a disposizione "gratuitamente" l’appartamento.

Curi avrebbe fornito ai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi i riscontri che cercavano dopo che Zampolini il 18 maggio aveva detto loro: "L’affitto della casa di via Giulia di Bertolaso l’ho versato io per conto di Diego Anemone. Diego mi dava i soldi in contanti che io portavo al proprietario, aveva anche provveduto a ristrutturarla". Ai magistrati l’architetto non ha portato documenti in grado di confermare le sue dichiarazioni ma ha fatto il nome di Curi (un regista) che ha scandito di non aver conosciuto Bertolaso: "Ero felicissimo, ho pensato che fosse una persona affidabile — spiegò a un giornalista —. Ma non sono mai riuscito a contattarlo per fargli firmare il contratto. Non l’ho mai visto in faccia, il mio interlocutore era un factotum di cui non ricordo il nome".

Quel nome che però gli è tornato in mente in Procura. I pm la prossima settimana dovrebbero sentire Bertolaso, che ha chiesto di essere ascoltato. Quell’interrogatorio era già stato concordato ma alla luce delle ultime dichiarazioni di Zampolini verrà anticipato. Il 12 aprile, alla domanda se avesse mai ricevuto utilità da Anemone, Bertolaso aveva risposto: "In occasione delle festività natalizie ho ricevuto bottiglie di vino dell’azienda degli Anemone, che ho condiviso con i dipendenti. I regali mi sono sempre arrivati in ufficio". Il sottosegretario aveva anche negato di aver ricevuto prestazioni sessuali al Salaria sport village.

Non è esclusa neppure un’ulteriore convocazione di Antonio Di Pietro, anche lui chiamato in causa nel secondo interrogatorio-fiume di Zampolini svoltosi il 22 maggio (il primo era stato 4 giorni prima) quando si parlò di altri due appartamenti di proprietà di Propaganda Fide, l’ente immobiliare del Vaticano, affittati al leader Idv: il primo in via della Vite e l’altro in via delle Quattro fontane.

Quest’ultimo "era per la figlia", ha assicurato Zampolini, sempre più figura centrale nell’inchiesta. Gli aspetti che riguardano Di Pietro, però, non verrebbero ritenuti di particolare interesse dagli inquirenti. "Mi si accusa di aver preso due case in affitto — ha detto Di Pietro —, una per me e l’altra per il partito. Non è vero nel senso materiale del termine". Durante il suo interrogatorio, Zampolini si è soffermato sulle dinamiche del "sistema" messo in piedi per la gestione dei lavori pubblici. E ha fatto i nomi di altri architetti indicati durante il governo Prodi dallo stesso ex premier, da Walter Veltroni e da Francesco Rutelli per i lavori alla Maddalena.
Enzo Beretta per La Nazione del 03/06

HalloItalia.it propone...
Telefono? Nessun problema...

Crea il tuo biglietto da visita

La più grande libreria Mondadori della rete...
Speciale Calendari 2010
Articoli sportivi
Guadagnare col proprio sito

La moda su internet

Mutui su misura
Auto & Motori Online...
 
Giorni scorsi
 
Copyright © 2002 AKME marketing & information services s.r.l.