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detto "vedi Napoli e poi muori" vuole esprimere l'amore
che qualsiasi napoletano, lontano dalla propria terra
per qualsiasi motivo, nutre per i propri luoghi natii.
Non molto dissimili devono essere i sentimenti che provano
verso il Cairo o Alessandria quegli Italiani che hanno
avuto la venutara di vivere, e in molti casi di nascere,
in Egitto. Non stiamo parlando del noto mal d'Africa.
Nè ignoriamo che tutti gli italiani, che per varie
ragioni sono dovuti andare all'estero, eleggono come seconda
patria il Paese che li ospita e gli dà da vivere.
Il legame che unisce gli Italiani d'Egitto alla loro seconda
patria è qualcosa di molto più forte, profondo,
speciale. "La realtà è che noi siamo
sempre stati in ottimi rapporti con gli egiziani. Ci sono
tante affinità nel carattere. Siamo entrambi popli
aperti e solari. C'è un'istintiva sintonia tra
di noi". ci spiega Cleila Cerqua Sarnelli,
presidente emerita della facoltà di Scienze islamiche
all'Università di Napoli e docente di lingua e
letteratura araba in Egitto. Cresciuta nella terra delle
Piramidi, l'illustre studiosa d'islamismo racconta la
secolare convivenza fra gli italiani ed egiziani, spiegando
il ruolo decisivo degli italiani in quell'area. La presenza
d'italiani in Egitto risale a tempi remoti. Ma l'inizio
della storia dei rapporti tra italiani e l'Egitto moderno
si può fissare invece attorno al 1805 con il regno
di Mohammed Ali, spiega Franco
Greco nativo di Alessandria d'Egitto e presidente
dell'associazione che raccoglie gli italiani d'Egitto.
E' a questo sovrano che va il merito di aver voluto la
trasformazione dell'Egitto in uno Stato moderno. a quest'opera
di rinnovamento contribuirono enormemente gli italiani
giunti dalla Penisla come esuli sotto la spinta delle
persecuzioni politiche e dove trovarono tranquillo asilo
e costruirono un'elite di professionisti, tecnici,
militari e artisti.
Il Catasto regolare fu introdotto in Egitto verso il 1820
per opera dell'italiano Lorenzo Masi. Come
fu di un italiano, Carlo Meratti, l'introduzione
del servizio regolare delle poste, e dell'ufficio di statistica.
riorganizzato dall'italiano Federico Amici Bey.
Nel campo delle costruzioni e dei lavori pupplici fu fondamentale
la collaborazione italiana. Dalla progettazione e costruzione
del Canale di Suez nel 1869, con il contributo determinante
di Luigi Negrelli e Pietro Paleocapa,
a erezione
del grande molo di Alessandria che fu portata a compimento
da un'impresa italiana. Come pure fu importante la presenza
di ditte italiane per la costruzione della diga di Assuan,
sul Nilo, il teatro dell'Opera, nonchè la costruzione
di palazzi pubblici e privati a non finire. Alla orte
di Mohammed Ali, nel 1849, la comunità
italiana, completamente consolidata, era stimata e rispettata
da tutto il popolo egiziano. La lingua italiana veniva
usata dal Governo, dal mondo degli affari, e nelle relazioni
fra i Consoli stranieri.
"C'erano grandi professionisti come medici, avvocati,
ingegneri. Ma c'erano pure sarti, per dire, e anch'essi
famosi per la loro bravura" racconta sempre la professoressa
Cerqua Sarnelli, "e ancora oggi gli egiziani studiano
volentieri l'italiano. E non solo lo studiano, perchè
sanno della nostra letteratura. Sono veramente innamorati
del nostro Paese".
Ed è appunto all'oggi che torniamo con Franco Greco:
" il futuro è presente per noi italiani d'Egitto:
il 2003 è l'aano Italia - Egitto. E' l'anno del
recupero della nostra presenza in Egitto dopo le mortificazioni
subite a seguito dell'ingresso dell'Inghilterra ad Alessandria,
era l'11 giugno 1882, con la conseguente assunzione del
controllo politico, economico, militare ed amministrativo
dell'Egitto da parte della potenza britannica
e culminate, con alterne vicende, il 23 luglio 1956, quando
Nassler liquidò gli ultimi resti
della presenza inglese e cacciò tutti gli stranieri
compresi noi italiani". E un flusso di ricordi, ora
belli, ora amari, ora dolorosi attraversa la mente di
Franco Greco che ci racconta della visita di un anno fa
accanto al ministro Mirko Tremaglia per
rendere omaggio ai Caduti italiani nella terra d'Egitto
durante le drammatiche battaglie del 1942 e raccolti nei
sacrari di Al Alamein. "Storia, cultura, accordi
tra Italia ed Egitto nel quadro del Partenariato euromediterraneo
verranno rilanciati, verranno promossi eventi, manifestazioni"
riprende con slancio il presidente dell'Anpie, "e
la nostra Associazione ha predisposto, in collaborazione
con ricercatori di diverse università italiane,
due progetti visti nell'ottica di integrazione e confronfo
fra due culture italian ed egiziana: l'Architettura
in Egitto nel periodo 1850-1950 e un secondo progetto,
che prevede corsi di perfezionamento, riqualificazione
e aggiornamento da organizzare in Egitto e avente per
titolo Cultura e prassi operativa nell'attività
di restauro".
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