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MARCELLO AVENALI A VILLA STROHL-FERN

Si è da poco conclusa (28 febbraio) la mostra su Marcello Avenali alla Galleria Ricerca d’Arte di via Giulia in Roma,inaugurata il 5 febbraio con il titolo “Bianco-Grigio e Colore”.
Anche se la Mostra ha riguardato soltanto un aspetto della poliedrica attività dell’artista Romano e cioè la pittura da cavalletto e per lo più concentrata sulle opere degli anni 60 e 70, la stampa ha tuttavia ricordato l’aspetto saliente dell’Artista definito come il “Grande Sperimentatore”. Avenali è stato infatti muralista, decoratore,scultore lavorando con il ferro, con il vetro, con la stoffa.. esemplari la decorazione nella cattedrale di S.Paolo del Brasile e la vetrata della Chiesa sull’autostrada Firenze-Bologna.
Fra i tanti articoli, uno di Paolo Amadio,apparso su “Il Corriere Laziale” di Venerdi 7 febbraio,
pone giustamente in rilievo gli aspetti poliedrici dell’attività di Avenali dai quadri “dove primeggiano le amate figure femminili” ai collage polimerici degli anni 70, frutto dello sperimentalismo materico e significativamente segnala l’opera “Allusione” dove “l’agglomerato di stoffe e velluti gioca sul contrasto tra la ruvidezza delle grappe che uniscono i tessuti e la morbidezza di questi ultimi”.
E Gabriele Simongini, in un lungo e interessante articolo apparso su “Il tempo”del 31 gennaio,ricorda l’opera e riconosce l’importanza del segnale innovativo lasciato dall’artista romano,collocato tra gli artisti più significativi dell’arte contemporanea,anche se non tra “ i più grandi.”,ma tra i “piccoli maestri”!?
Ma dove ha concepito Marcello Avenali gran parte delle sue opere per le quali viene oggi giustamente ricordato?
Lo stesso Simongini, in un articolo uscito il giorno dopo sul quotidiano romano,in cui si parla di Villa Strohl-Fern,dove vissero e operarono per più di cinquant’anni i più insigni artisti dell’arte contemporanea ed in particolare di quella corrente che viene ricordata come scuola Romana,da Ferrazzi a Trombadori, da Pirandello a Levi, a Guerrini, omette il nome di Marcello Avenali.
Si può pur perdonare all’illustre critico la definizione di “piccolo maestro”, di uno degli artisti che più hanno dato all’Arte del 900 ed in particolare all’arte che si è sviluppata nella città di Roma negli ultimi 50 anni, ma omettere di ricordarlo tra gli artisti che avevano il loro studio a Villa Strohl-Fern,ci sembra veramente imperdonabile.
L’alsaziano Alfredo Strohl aveva acquistato nel 1880 la Villa che chiamò con il suo nome con l’aggiunta di “fern”, che in tedesco vuol dire “lontano”. Strohl lontano,lontano dalla patria. Fatto sta che ad un certo punto,l’alsaziano,decise di ospitare nella villa una colonia di artisti. I nomi dei primi ospiti nessuno più li ricorda, sicuramente artisti tedeschi i quali formarono a Villa Strohl-Fern una specie di accademia. Quando morì nel 1927,lasciava in eredità allo Stato Francese tutto il complesso della Villa Strohl-Fern, con la esplicita clausola che venisse conservato “l’aspetto paesaggistico..rispettando i vecchi alberi” e mantenendo l’ospitalità agli studi-abitazione degli artisti. Questa storia l’ho sentita più volte raccontata da Marcello Avenali,nel suo studio abitazione all’interno di Villa Strohl,con dei particolari sull’aspetto e sul carattere del vecchio proprietario,che era anche stato soprannominato affettuosamente dai suoi ospiti “mago Merlino” e che era, a detta di qualcuno,mezzo pittore,mezzo musicista,mezzo poeta…quest’ultima caratteristica pare fosse quella che più spaventava gli artisti costretti spesso ad ascoltare per gratitudine la declamazione di “atroci” poesie.
Avenali,insieme al poeta Antonello Trombadori,figlio del pittore Francesco,era uno degli ultimi artisti che ancora nel 1981 abitavano la Villa, dopo che la proprietà Francese aveva deciso di destinare l’intero Parco ad uso esclusivo del Liceo Chateaubriand. L’intimazione di sfratto ricevuta da Marcello proprio in quell’anno,fu un atto di crudeltà inaudito,perché in quello studio aveva concepito le sue opere migliori e lì risiedevano i ricordi di una vita artistica accanto ai nomi più prestigiosi del mondo artistico e letterario di una Roma,ormai scomparsa.
Quando, nel novembre 1981, Marcello Avenali morì per un improvvisa malattia,quello stesso studio era pieno delle sue ultime opere… tele,collage,disegni che lui aveva continuato sino all’ultimo a tracciare,ispirato dalla poesia e dalla serenità del luogo.. come il disegno di un Angelo con la tromba in volo sulla Città. Un volo da ultimo addio,ma anche di speranza.
Pare che tuttora sopravviva all’interno della Villa,lo studio che fu di Trombadori… gli eredi hanno opposto una strenua resistenza,per le vie legali,al suo smantellamento. E’ loro intenzione fare di quello studio un luogo di memoria,dove vengano riunite e conservate le testimonianze di una attività artistica tra le più ricche e gloriose del nostro tempo. Se questo accadrà – ma perché la Francia,patria della libertà e di tutte le Arti,prediletta dalle Muse, dovrebbe continuare ad opporsi? –
Mi auguro che vi sia spazio anche per il ricordo di Marcello Avenali,forse un “piccolo” –come ha scritto Simongini – tra i Grandi che hanno abitato assieme a Lui la villa, sicuramente un Artista con la “A” maiuscola di cui l’Italia e la Città di Roma, deve andare fiera.

3 marzo 2003
Antonino Molina


Un angolo di Villa Strohl-Fern,in un dipinto di M.Avenali


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