L’autorevole Time
Magazine, una delle riviste più diffuse nel
mondo, dedica nel suo ultimo numero di Maggio un ampio
servizio, con titolo in copertina, su cosa accadrà
durante la prossima estate nelle principali nazioni
europee – festival, mostre, concerti ed eventi
vari. Si parla anche dell’Italia: nell'articolo
a lei dedicato, dal titolo emblematico “La dolce
vita”, l’estensore identifica l’estate
italiana col cibo sostenendo che poche cucine al mondo
evocano questa stagione come quella nostrana.
E così, mentre le pagine del lungo servizio
dedicate ad altri paesi trattano quasi esclusivamente
d’arte, mostre ed importanti manifestazioni
culturali con relative foto, quelle che ci riguardano
non sono che un lungo, meticoloso susseguirsi d’informazioni
sulla sagra del basilico, delle rane, della bistecca,
del prosciutto, delle lenticchie, delle fragole e
del maiale. Ovviamente, non mancano i festival, ma
quelli della pasta, con un dettagliato elenco che
va dai fusilli ai tortellini, dai cavatelli ai pizzoccheri,
specificando luoghi e date di così importanti
accadimenti. Solo a margine, fuori articolo, quasi
un dettaglio, brevi flash su un paio di mostre (d’arte).
Ed infine, cosa ci attenderemmo di vedere come documentazione
fotografica in un articolo che parla di un paese che
alcuni anni fa l’UNESCO dichiarò di possedere
più del 40% del patrimonio artistico mondiale?
Naturalmente quadri, statue, chiese, piazze ed ogni
altro bendiddio di cui l’Italia straripa. Niente
di tutto questo; nel servizio che il Time ci ha dedicato
è un trionfo visivo di pastasciutte, bruschette,
pomodori e un gran bel pezzo di lardo!
Non scandalizziamoci e soprattutto non attribuiamo
la colpa a nessuno: se all’estero ancor’oggi
ci vedono così è anche dovuto a noi,
alla nostra inveterata esterofilia, al nostro secolare
complesso d’inferiorità nei confronti
dei nostri partner europei e d’oltre oceano,
alla nostra mai guarita superficialità e sfiducia,
al non volere o saper valorizzare adeguatamente quell’immenso
patrimonio di civiltà e d’arte che il
nostro paese possiede.
Pensate forse che un francese, un inglese, un tedesco
abbia bisogno di attestati e riconoscimenti da organizzazioni
internazionali, come quello citato dell’UNESCO
nei nostri confronti, per essere consapevole del valore
storico e culturale del proprio paese? Noi sì,
bisognamo quasi sempre di un avallo, di una ratifica
che giunga da lontano, da soli non riusciamo a valorizzarci.
In un mondo in cui la visibilità conta più
di ogni altra cosa (e nel futuro conterà sempre
più) il fatto di possedere grandi tesori artistici
non è di per sé sufficiente a dare all’Italia
un’immagine giusta, una collocazione corretta
e una visibilità a tutto campo.
Noi all’estero risultiamo simpatici (e come
negare che l’articolo del Time non lo sia nei
nostri confronti) ma l’Italia, per tutto quello
che ha rappresentato e rappresenta nella cultura occidentale
merita molto di più.
C’è ancora tanto da fare.
I
SAPORI ITALIANI PIACCIONO ALL'EUROPA
I
tedeschi sono i più golosi di specialità
alimentari "made in Italy". Lo rivela una
ricerca della Federalimentari condotta dalla Nomisma,
dalla quale emerge che la Germania assorbe da sola il
24,4 per cento dei nostri prosciutti, formaggi, paste,
conserve e altri tipici prodotti italiani. Ma anche
gli altri partners comunitari hanno mostrato di gradire
le specialità della nostra industria alimentare.
I paesi Ue, infatti, comprano italiano per il 62,5 per
cento delle esportazioni dal nostro paese. Dopo la Germania,
si colloca la Francia con il 13,1 per cento, seguita
dal Regno Unito con il 10 per cento. Ma importanti mercati
di sbocco per i prodotti alimentari italiani sono l'America
e il Canada, che da soli assorbono una quota pari al
17 per cento, la Svizzera (4,4 per cento), il Giappone
(3,4 per cento). Il valore complessivo delle vendite
in tutto il mondo è pari 9.088,99 milioni di
euro annui. (24.4.2001)
LA BARILLA ALL'ATTACCO
DEL MERCATO TEDESCO
Invertendo
la tendenza che vuole industrie e capitali stranieri
conquistare i pacchetti di maggioranza e quindi il controllo
di aziende e gruppi italiani, la Barilla lanciato un'offerta
pubblica di azioni da oltre un miliardo di euro per
acquistare la maggioranza della tedesca Kamps, re del
pane in Germania. L'azienda italiana ha offerto agli
azionisti della Kamps 12 euro in contanti per azione.
Se l'offerta andasse in porto, sorgerebbe il maggior
polo europeo del settore, con un fatturato annuo di
circa 4 miliardi di euro. Il vertice di Kamps ha giudicato
l'offerta "insufficiente", ma la partita è
ancora aperta. (18.2.2002).
IL
MERCATO CANADESE PREFERISCE I PRODOTTI ITALIANI
TORINO -
Si svolgerà dall’11 settembre al 1°
ottobre prossimi una promozione dei prodotti regionali
italiani in Canada.
La manifestazione, denominata “Viva Italia”,
sarà organizzata dalla catena canadese di grandi
magazzini Holt Renfrew, già importatrice dall’Italia
per 75 milioni di dollari canadesi l’anno, e vedrà
la collaborazione dall’Italia della Confederazione
Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media
Impresa (CNA).
“Viva Italia” sarà una promozione
itinerante, sponsorizzata anche dalla Regione Piemonte
e dall’Istituto Nazionale per il Commercio Estero
(ICE), che porterà le aziende italiane partecipanti
nelle città di Montreal, Ottawa, Toronto, Calgari,
Quebec City, Edmonton, Vancouver e Winnipeg, nelle sedi
della catena canadese.
Si tratterà di una vetrina che coinvolgerà
la moda, la pelletteria, gli articoli da regalo, oggetti
in vetro e ceramica, guanti e oreficeria. Sarà
uno spazio realizzato principalmente per far conoscere
ai canadesi le regioni italiane e la loro specifica
produzione.
Ad oggi le aziende che si sono proposte sono una ventina,
soprattutto del settore abbigliamento e alimentare.
La CNA e i responsabili di Holt Renfrew si occuperanno
di selezionare le aziende che parteciperanno alla manifestazione,
in base principalmente al rapporto qualità prezzo.
Holt Renfrew, fondata nel 1937, si rivolge da sempre
a consumatori con disponibilità di reddito buona,
con una propensione alla spesa per i prodotti di qualità.
Dopo questa manifestazione, sono già in programma
altri incontri del genere: riguarderanno i settori in
cui l’Italia è famosa nel mondo, e cioè
arte, turismo, auto sportive, cultura, cinema.(News
ITALIA PRESS)