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PASTA RICCA

PARMIGIANO REGGIANO

ITALIA: SPAGHETTI E PIZZA

di Gian Paolo Chiti

L’autorevole Time Magazine, una delle riviste più diffuse nel mondo, dedica nel suo ultimo numero di Maggio un ampio servizio, con titolo in copertina, su cosa accadrà durante la prossima estate nelle principali nazioni europee – festival, mostre, concerti ed eventi vari. Si parla anche dell’Italia: nell'articolo a lei dedicato, dal titolo emblematico “La dolce vita”, l’estensore identifica l’estate italiana col cibo sostenendo che poche cucine al mondo evocano questa stagione come quella nostrana.
E così, mentre le pagine del lungo servizio dedicate ad altri paesi trattano quasi esclusivamente d’arte, mostre ed importanti manifestazioni culturali con relative foto, quelle che ci riguardano non sono che un lungo, meticoloso susseguirsi d’informazioni sulla sagra del basilico, delle rane, della bistecca, del prosciutto, delle lenticchie, delle fragole e del maiale. Ovviamente, non mancano i festival, ma quelli della pasta, con un dettagliato elenco che va dai fusilli ai tortellini, dai cavatelli ai pizzoccheri, specificando luoghi e date di così importanti accadimenti. Solo a margine, fuori articolo, quasi un dettaglio, brevi flash su un paio di mostre (d’arte). Ed infine, cosa ci attenderemmo di vedere come documentazione fotografica in un articolo che parla di un paese che alcuni anni fa l’UNESCO dichiarò di possedere più del 40% del patrimonio artistico mondiale? Naturalmente quadri, statue, chiese, piazze ed ogni altro bendiddio di cui l’Italia straripa. Niente di tutto questo; nel servizio che il Time ci ha dedicato è un trionfo visivo di pastasciutte, bruschette, pomodori e un gran bel pezzo di lardo!
Non scandalizziamoci e soprattutto non attribuiamo la colpa a nessuno: se all’estero ancor’oggi ci vedono così è anche dovuto a noi, alla nostra inveterata esterofilia, al nostro secolare complesso d’inferiorità nei confronti dei nostri partner europei e d’oltre oceano, alla nostra mai guarita superficialità e sfiducia, al non volere o saper valorizzare adeguatamente quell’immenso patrimonio di civiltà e d’arte che il nostro paese possiede.
Pensate forse che un francese, un inglese, un tedesco abbia bisogno di attestati e riconoscimenti da organizzazioni internazionali, come quello citato dell’UNESCO nei nostri confronti, per essere consapevole del valore storico e culturale del proprio paese? Noi sì, bisognamo quasi sempre di un avallo, di una ratifica che giunga da lontano, da soli non riusciamo a valorizzarci. In un mondo in cui la visibilità conta più di ogni altra cosa (e nel futuro conterà sempre più) il fatto di possedere grandi tesori artistici non è di per sé sufficiente a dare all’Italia un’immagine giusta, una collocazione corretta e una visibilità a tutto campo.
Noi all’estero risultiamo simpatici (e come negare che l’articolo del Time non lo sia nei nostri confronti) ma l’Italia, per tutto quello che ha rappresentato e rappresenta nella cultura occidentale merita molto di più.
C’è ancora tanto da fare.

 

I SAPORI ITALIANI PIACCIONO ALL'EUROPA

I tedeschi sono i più golosi di specialità alimentari "made in Italy". Lo rivela una ricerca della Federalimentari condotta dalla Nomisma, dalla quale emerge che la Germania assorbe da sola il 24,4 per cento dei nostri prosciutti, formaggi, paste, conserve e altri tipici prodotti italiani. Ma anche gli altri partners comunitari hanno mostrato di gradire le specialità della nostra industria alimentare. I paesi Ue, infatti, comprano italiano per il 62,5 per cento delle esportazioni dal nostro paese. Dopo la Germania, si colloca la Francia con il 13,1 per cento, seguita dal Regno Unito con il 10 per cento. Ma importanti mercati di sbocco per i prodotti alimentari italiani sono l'America e il Canada, che da soli assorbono una quota pari al 17 per cento, la Svizzera (4,4 per cento), il Giappone (3,4 per cento). Il valore complessivo delle vendite in tutto il mondo è pari 9.088,99 milioni di euro annui. (24.4.2001)

 

LA BARILLA ALL'ATTACCO DEL MERCATO TEDESCO

Invertendo la tendenza che vuole industrie e capitali stranieri conquistare i pacchetti di maggioranza e quindi il controllo di aziende e gruppi italiani, la Barilla lanciato un'offerta pubblica di azioni da oltre un miliardo di euro per acquistare la maggioranza della tedesca Kamps, re del pane in Germania. L'azienda italiana ha offerto agli azionisti della Kamps 12 euro in contanti per azione. Se l'offerta andasse in porto, sorgerebbe il maggior polo europeo del settore, con un fatturato annuo di circa 4 miliardi di euro. Il vertice di Kamps ha giudicato l'offerta "insufficiente", ma la partita è ancora aperta. (18.2.2002).

 
IL MERCATO CANADESE PREFERISCE I PRODOTTI ITALIANI

TORINO - Si svolgerà dall’11 settembre al 1° ottobre prossimi una promozione dei prodotti regionali italiani in Canada.
La manifestazione, denominata “Viva Italia”, sarà organizzata dalla catena canadese di grandi magazzini Holt Renfrew, già importatrice dall’Italia per 75 milioni di dollari canadesi l’anno, e vedrà la collaborazione dall’Italia della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA).
“Viva Italia” sarà una promozione itinerante, sponsorizzata anche dalla Regione Piemonte e dall’Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE), che porterà le aziende italiane partecipanti nelle città di Montreal, Ottawa, Toronto, Calgari, Quebec City, Edmonton, Vancouver e Winnipeg, nelle sedi della catena canadese.
Si tratterà di una vetrina che coinvolgerà la moda, la pelletteria, gli articoli da regalo, oggetti in vetro e ceramica, guanti e oreficeria. Sarà uno spazio realizzato principalmente per far conoscere ai canadesi le regioni italiane e la loro specifica produzione.
Ad oggi le aziende che si sono proposte sono una ventina, soprattutto del settore abbigliamento e alimentare. La CNA e i responsabili di Holt Renfrew si occuperanno di selezionare le aziende che parteciperanno alla manifestazione, in base principalmente al rapporto qualità prezzo.
Holt Renfrew, fondata nel 1937, si rivolge da sempre a consumatori con disponibilità di reddito buona, con una propensione alla spesa per i prodotti di qualità.
Dopo questa manifestazione, sono già in programma altri incontri del genere: riguarderanno i settori in cui l’Italia è famosa nel mondo, e cioè arte, turismo, auto sportive, cultura, cinema.(News ITALIA PRESS)


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