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Italiani nel mondo

Notizie dalle comunità italiane nel mondo  
Italiani all'estero e Regionali: i commenti degli eletti oltre confine

Il coordinatore del Pdl nel mondo, Aldo Di Biagio, smentisce i colleghi e i giornali che parlano di una Lega trascinatrice e di una Polverini eletta per una manciata di voti, “La nostra non è una vittoria di Pirro”. Per Laura Garavini (Pd), invece, “è evidente l’influenza dell’elettorato cattolico e attento alle indicazioni della Cei che ha seguito le direttive di voto date da quest’ultima a pochi giorni dall’appuntamento elettorale”. Anche Fabio Porta (Pd) si inserisce tra i deputati eletti all’estero che puntano il dito contro le direttive di voto della Cei “Il successo della Lega ci preoccupa”. Di diverso parere Franco Narducci (Pd), secondo il quale “i cattolici avevano già pregiudizi contro Emma Bonino”.
 
 “Sono molto soddisfatto per il risultato del partito in queste elezioni, grazie anche al recupero di regioni molto importanti che dettano la maggioranza nel Paese”. Con queste parole Aldo Di Biagio, responsabile del Pdl nel mondo, commenta con Italiachiamaitalia.com i risultati scaturiti dalle urne.
Onorevole Di Biagio, Renata Polverini ha vinto nel Lazio, ma con uno scarto di voti talmente minimo che in molti, anche nello stesso Pdl, parlano di ‘vittoria di Pirro’…
"No, i risultati non possono essere espressi con questi termini. A Roma ovviamente, la Bonino ha ottenuto la maggioranza dei voti perché noi del Pdl non avevamo una nostra lista".
Con una lista provinciale del Pdl a Roma, la Polverini avrebbe ottenuto un risultato più netto?
"Il risultato del Lazio è stato meraviglioso e Renata ne è stata la protagonista. Tutto è avvenuto contro ogni aspettativa per ovvi motivi. A Roma e provincia non era presente la lista e siamo riusciti lo stesso a portare a casa un risultato tangibile".
Spostandoci invece alle regioni del Nord, è la Lega a trainarvi. Rimarranno noti i titoli dei quotidiani di oggi, in cui si parla di un “Berlusconi che vince grazie a Bossi”.
"Non si può definire il nostro risultato elettorale in questo modo. In Piemonte abbiamo dimostrato di essere la maggioranza e, comunque, il risultato va visto nella sua globalità. L’Udc, ad esempio, quando si è schierato con la maggioranza ha vinto mentre con l’opposizione non è riuscito ad affermarsi. È un risultato che lascia emergere da parte dell’opinione pubblica il sostegno verso il premier Berlusconi".
 
ON LAURA GARAVINI Diverso il commento della deputata Pd Laura Garavini, che vede nel risultato delle urne “l’influenza dell’elettorato cattolico”.
On. Garavini, lo scarto di voti tra le due candidate è stato molto basso. Questo significa che il Lazio è politicamente diviso a metà o la sconfitta di Emma Bonino è imputabile a una maggiore presa della Polverini sull’elettorato?
"Penso che la vittoria del centrodestra non sia riconducibile a nessuno di questi elementi. È evidente, invece, l’influenza dell’elettorato cattolico e attento alle indicazioni della Cei che ha seguito le direttive di voto date da quest’ultima a pochi giorni dall’appuntamento elettorale".
Quindi lo scarto tra Bonino e Polverini è riconducibile alle indicazioni date dalla Cei?
"La Cei ha influito molto in questo senso. Tra l’altro, dare quelle indicazioni in quei termini e a pochi giorni dalla scadenza della campagna elettorale è stato molto scorretto".
Ma, nel 2010, si può ancora ipotizzare che l’elettorato si lasci influenzare dalla Cei?
"Sì. Soprattutto nel Lazio, credo proprio di sì".

ON. FABIO PORTA Anche Fabio Porta si inserisce tra i deputati eletti all’estero che puntano il dito contro le direttive di voto della Cei.
Onorevole Porta, lei è d’accordo con i suoi colleghi di partito, che parlano di un voto regionale condizionato dalla Cei?
"È stato determinante l’intervento della Cei, che ritengo molto pesante ed eccessivo. Si trattava del voto in una regione e invece la Cei ha spostato la questione su un altro piano, condizionando in questo modo anche l’elezione. Inoltre, l’Udc era schierato con la candidata Polverini".
Dal Pdl, però, ribattono che la loro competizione è stata menomata dall’assenza della lista provinciale a Roma…
"L’assenza della lista è stata totalmente compensata dall’attivismo di Berlusconi nel corso della campagna elettorale. C’è stato un traguardo al fotofinish e, quindi, non possiamo parlare di una grande sconfitta nel Lazio. Anzi, semmai bisogna sottolineare come a Roma si sia affermata la Bonino".
Quindi lei è ottimista?
"Il dato complessivo è ottimistico, visto che Bersani aveva definito il 36 come l’elemento minimo da raggiungere. Questi punti sono stati ampiamente raggiunti, fino a pochi mesi fa eravamo di fronte a uno scenario molto più negativo; oltre al Lazio siamo stati sconfitti solo in un’altra regione che non era prevista: il Piemonte. Lì c’è stato un fenomeno locale come quello di Beppe Grillo che ci ha portato via voti. Senza di lui, a quest’ora il centrosinistra stava festeggiando a Torino".
È colpa di Grillo? Anche l’ascesa dell’Italia dei valori potrebbe rubare voti al Pd?
"Esiste competitività tra i partiti, è naturale, ma non mi sembra che ci sia stato un grande successo per l’Idv. L’unico dato veramente importante di queste elezioni è il risultato della Lega Nord".
Preoccupati dalla valanga padana?
"È un successo che dovrebbe preoccupare noi italiani all’estero perché i leghisti si sono sempre distinti per posizioni decisamente non favorevoli ai flussi migratori".
 
ON. FRANCO NARDUCCI L’unica voce fuori dal coro sembra essere quella dell’onorevole Franco Narducci, che non vede nella Cei una possibile causa dello spostamento dei voti.
Onorevole Narducci, anche lei parla di colpe della Cei?
"Io credo che le dichiarazioni della Cei siano capitate in un momento di massima polemica per le rivelazioni sugli abusi sessuali compiuti su minori da parte dei sacerdoti. In un momento, quindi, di massimo caos durante il quale l’elettore era preso da argomenti più scottanti e non si è fatto influenzare dalle indicazioni di voto. I cattolici avevano già pregiudizi contro Emma Bonino. Hanno questi pregiudizi da sempre, per ovvi motivi".
Come legge, invece, il crescente consenso nei confronti della Lega?
"C’è un trasferimento del Pdl dal Nord al Sud e, nel frattempo, c’è un’avanzata della Lega che era prevista e che, secondo me, non si arresta qui perché il partito di Bossi è l’unico che ha messo su un’organizzazione a rete, presente sul territorio, che raccoglie le lamentele e le proteste della gente".

Barbara Laurenzi per ItaliachiamaItalia

 

 
 
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