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Formula 1  
Gp Bahrein: ricomincia il Mondiale ed č subito Ferrari

Fernando Alonso taglia il traguardo in slalom, Felipe Massa arriva una manciata di secondi dopo. Fare una doppietta nella prima gara è un’impresa, riuscirci dopo aver chiuso l’ultima stagione tra i doppiati appartiene alla categoria dei miracoli. Ciliegina sulla torta: Michael Schumacher, che nell’immaginario dei maranelliani impersonifica il nemico traditore, occupa un mediocre sesto posto nel Gp del Bahrein. Ecco il primo verdetto della F1: quattro squadre si contenderanno il Mondiale, ma una ci ha già messo sopra un’ipoteca. La Ferrari 2010 è stata rigenerata in 4 mesi. «Sono i risultati a parlare - può finalmente sfogarsi Stefano Domenicali -. Dopo il 2009 ci aspettavano tutti con il fucile in mano pronti a sparare. Abbiamo preso decisioni difficili, ma il rischio ha pagato».

Sono servite quattro mosse per tornare a respirare «il profumo dell’alta classifica», come l’ha definito il capo della gestione sportiva. La prima sui piloti. Meno facile di quanto appaia oggi riguardando le immagini dello champagne sul podio. E’ noto che Alonso sia un fenomeno, ma a scapito di chi prenderlo? Domenicali ha deciso di tagliare il contratto di Raikkonen, protagonista di un buon finale di 2009. Ha aspettato il rientro di Massa senza sapere con certezza fino a ieri se gli effetti dell’incidente erano smaltiti al 100%, con l’unica alternativa di schierare al suo posto Giancarlo Fisichella. Ha respinto la tentazione di riprendersi uno Schumacher che allo stato delle cose non vale più di un Sutil qualunque. Per dirlo chiaro: ha azzeccato la formazione. Raikkonen era fortissimo, talento allo stato puro, però comunicava male con gli ingegneri (per la verità non ha mai comunicato bene con nessuno nel Circus), mentre Alonso sta dando un grosso contributo allo sviluppo della F10.

Massa è una scommessa vinta. «Grazie a Dio sono qui, è fantastico - racconta il brasiliano -. Non ero mai salito sul podio alla prima gara. Peccato la partenza». Già, peccato. Traiettoria interna, quella sbagliata. Partito dal lato pulito della pista, il suo compagno di squadra ne ha approfittato subito. Felipe ha evitato di resistere con manovre pericolose. «Ho un’auto competitiva, questo è importante. Ringrazio chi mi è stato vicino nei momenti difficili». Seconda mossa di Domenicali: abbandonare nel luglio scorso lo sviluppo della F60, la monoposto del 2009 zavorrata dal kers e da altri limiti progettuali. Non è stato facile scendere sempre più in basso in classifica, fino al 4° posto tra i costruttori, subendo più volte l’onta dell’ultimo posto. Il progetto della F10 ha assorbito ogni energia. Il risultato riporta a un’altra monoposto storica, la F2004, l’ultima ad aver esordito con una doppietta: Schumi-Barrichello in Australia.

Terza mossa: puntare prima sull’affidabilità, poi sulla prestazione. La F10 ha macinato migliaia di km nei test e ha un enorme margine di miglioramento. Il fatto che sia già arrivata al successo ha stupito gli stessi progettisti. Certo, Vettel è rimasto in testa fin quando non ha rotto uno scarico, però Alonso è convinto che lo avrebbe passato lo stesso. «Nella seconda parte della gara, con le gomme dure, eravamo più veloci di lui», spiega Domenicali. La sua quarta mossa è stata anche psicologica: riportare calma ed efficienza in una squadra intristita dalle sconfitte. La gestione del Gp di ieri è stata da manuale perché, dietro le quinte dello show, è successo di tutto. I motori sono stati sostituiti entrambi, causa alcuni parametri anomali, e saranno riutilizzati nelle prove libere (ogni pilota ne ha a disposizione 8 a stagione e può sostituirli in qualunque momento senza penalità).

Massa ha avuto un problema di surriscaldamento a metà Gp ed è stato assistito via radio: «Mi hanno prima detto di arricchire la miscela, poi di diminuire il ritmo per non consumare troppo». Alla fine sono arrivati i complimenti di chi non ti aspetti. Schumacher (in italiano): «Complimenti alla mia squadra, ragazzi fantastici». Hamilton (3°): «Congratulazioni ad Alonso e Massa, è bello vedere di nuovo Felipe in pista». Rivincita il 28 marzo in Australia.

Stefano Mancini per La Stampa

 

 
 
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