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SCOPERTI DUE ERRORI DI TRADUZIONE NEL VANGELO
Due errori di traduzione sarebbero stati scoperti nel Vangelo di San Marco, considerato il piu' antico dei quattro Vangeli. Le frasi del cosiddetto ''segreto messianico'' sarebbero in realta' fraintendimenti della versione originale in aramaico da parte dei traduttori del testo in lingua greca. E' questa l'ipotesi del teologo e biblista Jose' Miguel Garcia, professore all'Universita' Complutense di Madrid, il quale ha illustrato gli studi e le ricerche da lui compiute negli ultimi decenni nel corso di una conferenza al Centro Culturale di Milano sul tema ''La storicita' dei Vangeli''.
Dall'inizio del Novecento gli studiosi di Sacre Scritture, sia cattolici che protestanti, hanno dibattuto a lungo su un rebus, legato a due passi del Vangelo di San Marco dove Gesu' impone ai testimoni dei suoi miracoli di non parlare con nessuno dei prodigi da lui compiuti. Secondo il prof. Garcia, Cristo non pronuncio' mai quel veto in occasione del miracolo che porto' alla guarigione della figlia di Giairo. Ne' Gesu' ordino' mai ai suoi discepoli di non rivelare la sua identita' di Messia.
Nel capitolo 5 al versetto 43 del testo di Marco in tutte le versioni dei Vangeli finora si e' sempre letto a proposito del miracolo della figlia di Giairo: ''E subito la bambina si alzo' e comincio' a camminare, perche' aveva 12 anni: rimasero esterrefatti e pieni di grande stupore. E Gesu' raccomandava loro con insistenza che nessuno lo sapesse''. Per il biblista spagnolo siamo di fronte ad un errore di traduzione dell'originale aramaico in greco. Secondo le scoperte del prof. Garcia al versetto 43 del capitolo 5 nella parte che ha sempre sollevato dubbi va invece letto: ''E raccomandava loro con insistenza che il Figlio dell'Uomo non fosse ringraziato per questo''.
Un altro passo incriminato e' al capitolo 8, dove al versetto 30 si riferisce un episodio in cui Pietro, nella citta' di Cesarea di Filippo, dichiarava a Gesu': ''Tu sei il Figlio di Dio'', rispondendo ad una domanda dello stesso Cristo che aveva chiesto ai discepoli: ''E voi, chi dite che io sia?''. Secondo la traduzione greca, si legge poi: ''E ordino' loro con insistenza che non dicessero questo a nessuno''. Secondo lo studioso spagnolo Gesu' invece non avrebbe chiesto agli apostoli il silenzio sulla sua vera identita', perche' in realta' quel passo misterioso andrebbe letto in quest'altro modo: ''E ordino' loro con insistenza che vedessero sempre in lui il Figlio dell'Uomo''.
Queste nuove scoperte, a parere del prof. Jose' Miguel Garcia, sarebbero una ulteriore conferma dell'antichita' del Vangelo consentendo ancora una volta di anticipare di molti anni, rispetto a quello che si pensa, la datazione della prima parte del Nuovo Testamento. Il teologo spagnolo ritiene plausibile datare al 50 dopo Cristo la redazione del testo di San Marco, che nella prima versione fu scritto in aramaico, la lingua di Gesu', e poi tradotto in greco.



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