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L'ARTE E' LIBERA DALLA DITTATURA DEL PUBBLICO

Durante gli anni d'oro della cultura Italiana, chi diceva sciocchezze in pubblico, veniva subito segnato a dito e squalificato. Francesco Bonami, direttore della Biennale di Venezia ha detto delle sciocchezze e merita una punizione, o in ogni caso una critica severa per il contenuto provocatorio ed insensato della sua intervista apparsa su "Repubblica" del 24 scorso. Egli sostiene che l'arte attuale Italiana comincia dal 1964 a Venezia, con il trionfo dell'arte americana quando il premio della Biennale fu assegnato a Robert Rauschenberg e proprio questa sua tesi egli intende dimostrare nella esposizione che allestirà nella Biennale 2003 intitolata: "La dittatura dello spettatore".
A parte il fatto che l'arte americana non è quella che amano Bonami e il mercato, cioè solo la pop-art, il neo-dadaismo di Rauschenberg, com'è possibile che egli ignori artisti come Marc Rothko, Franz Kline, William De Kooning, Joseph Cornell e molti altri maestri della scuola di New York? E com'è possibile poi, che egli cancelli con un colpo di spugna, tutta l'enorme opera di rinnovamento dell'arte Italiana sviluppata dai nostri artisti dal dopoguerra fino ad oggi? In quanto alla "dittatura dello spettatore" mi pare che questa sia un'idea scellerata poichè siamo già vittime di questa dittatura attraverso i mezzi di comunicazione la cui etica ed econimica si fondano quasi esclusivamente sugli "indici di gradimento" e quindi sul mercato. Dove finirebbe la ricerca creativa individuale e cosa ne faremmo della libertà dell'arte se anche gli artisti cedessero la loro etica professionale e la loro visione autonoma, ai capricci del consumismo. del pubblico e della moda?
E perchè poi, cancellare la storia proprio alla Biennale di Venezia, nella sede più prestigiosa del mondo fondata appunto, sui valori della storia e dell'arte? Com'è possibile che un dilettante sconosciuto come Bonami occupi un posto di così cruciale rilievo e che nessuno si ribelli alle sciocchezze che egli proclama?

Piero Dorazio

 

 

 

 



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