Napoli - Folla di fan hanno atteso alla
Basilica del Carmine a Napoli l'arrivo della salma di
Mario Merola, morto ieri sera poco dopo le 21 nell'ospedale
di Castellammare di Stabia dove era stato ricoverato martedì
scorso per una crisi respiratoria. Domani i funerali del
re della sceneggiata. Mario Merola, nato a Napoli il 6
aprile 1934, è un autentico mostro sacro della
canzone partenopea. È grazie alle sue straordinarie
interpretazioni che il genere della sceneggiata ha varcato
i confini campani e anche quelli nazionali.
L'ultimo dolore glielo aveva
dato l'emergenza criminalità che ha attanagliato
la 'sua' Napoli: il primo novembre scorso, nella sua ultima
dichiarazione, a proposito del dilagare della violenza
nel capoluogo partenopeo, aveva detto all'ADNKRONOS: "Mi
dispiace, l'unica cosa che posso dire è che mi
dispiace. Me fa male 'o core". Di umili origini,
ex aiuto cuoco e scaricatore di porto, Merola è
arrivato al teatro quasi per caso, dopo aver inciso una
canzone dai toni violenti, 'Malu figlio', brano entrato
a far parte di una sceneggiata che lo ha visto protagonista.
Il grande successo ottenuto a Napoli ha convinto Merola
a scegliere definitivamente la carriera artistica. Con
lui la sceneggiata si è imposta non solo a Napoli
ma in tutta Italia e si è affermata anche all'estero,
negli Stati Uniti. Al cinema Merola è comparso
varie volte, la prima nel 1973, con 'Sgarro alla camorra'
di Ettore Maria Fizzaroffi.
Ma è stato negli anni
Settanta e Ottanta che Merola ha portato la sceneggiata
al cinema con pellicole come 'Napoli...serenata calibro
9', 'L'ultimo guappo', 'Da Corleone a Brooklyn', 'Zappatore',
'Carcerato' e 'Guapparia', dirette per la maggior parte
da Alfonso Brescia con il quale collaborerà fino
al 1982 per il film 'I Figli... sò pezzi 'e core'.
Portavoce internazionale del
genere che lo ha reso famoso, con concerti in varie città
del mondo fino a pochi mesi fa, Merola è stato
riscoperto recentemente anche dai nuovi registi: nel 2000
Roberta Torre gli ha affidato un cameo in 'Sud Side Stori'
e ha doppiato uno dei personaggi di 'Totò sapore
e la magica storia della pizza', il cartoon di Maurizio
Forestieri uscito nel natale del 2003. Nel 2004 aveva
compiuto 70 anni e in quell'occasione, in un'intervista
all'ADNKRONOS, aveva rivendicato con forza il primato
della canzone napoletana nel mondo e aveva confessato
però di non vedere eredi all'orizzonte per la sua
musica.
"All'orizzonte non vedo
eredi della scenaggiata - aveva detto - anche se qualche
mio pupillo c'è e Gigi D'Alessio è il primo.
Ma è un altro genere, non fa la sceneggiata. Se
guardo indietro alla mia vita - aveva aggiunto - vedo
solo cose belle e rifarei tutto quello che ho fatto".
Aveva poi ribadito quello che sosteneva da sempre: "Quello
che si canta nel mondo è la canzone napoletana,
il resto è poca roba".
Nell'estate del 2004, per redere
omaggio ai suoi 70 anni la città di Napoli aveva
indetto il 'Merola Day': un concerto-tributo,
che si svolse a metà settembre nella stazione marittima
di Napoli e che vide le esibizioni anche di Gigi D'Alessio,
Peppino Di Capri, Enzo Gragnaniello, Tullio De Piscopo
e Mariano Apicella.
A fine 2004, Merola era tornato
dopo 20 anni ad interpretare una sceneggiata a Napoli
con 'I figli' di Libero Bovio. Nel 2005 aveva debuttato
a teatro il recital 'Il lungo viaggio continua', in cui
Merola era affiancato dal figlio Francesco nell'interpretazione
dei grandi successi della canzone napoletana. Poi, con
il precipitare delle condizioni di salute, all'inizio
di questa settimana quel viaggio si è interrotto,
tra le manifestazioni d'affetto dei colleghi e di tutta
Napoli.
(Da Quotidiano.net)
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