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Gli approdi pittorici di Simonetta Gagliano


Il profilo di un artista risiede sempre nella sua storia personale, nell’esperienza del proprio vissuto, che è sintesi e sedimentazione del passato, conoscenza. E’ forse per questo che, sebbene in chiave metaforica, l’artista racconta sempre se stesso, l’irripetibile unicità della propria visione del mondo, le sue emozioni, i sogni. Il manufatto, quindi, non è altro che l’atto conclusivo di un articolatissimo percorso attraverso cui chi crea cerca di soddisfare l’insopprimibile necessità di rivelarsi e raccontarsi con codici altri. Ed è proprio dalla necessità di comunicare, vero punto di partenza di ogni indagine poetica, che nasce la necessità di creare un linguaggio, un contenitore di senso, in grado di esprimere in forma compiuta l’altrimenti inesprimibile.
Nel caso di Simonetta Gagliano, tensione al nuovo e profonda considerazione del passato, si riflettono specularmene in una ricerca pittorica che assembla armonicamente antichità ed attualità, tradizione e modernità. Nell’eterno presente della tela, nascoste dietro piani cromatici che evocano suggestione care alle avanguardie storiche e celebrano il colore nella sua più assoluta purezza, si scorgono colte citazioni mutuate dai grandi maestri della storia dell’arte. A volte evidenti, più spesso celati, quasi confusi, tra le compenetrazione di ampie e vivacissime campiture di colore, questi recuperi tratti dal passato recente e remoto diventeranno organici al resto della composizione quasi a dimostrare la millenaria continuità nella ricerca della forma.
Di queste opere, prima ancora della forza cromatica colpisce l’energia interna, la carica vitalistica che spesso echeggia soluzioni prossime ai futuristi della seconda generazione e che in questo caso sta invece a celebrare, non già il mito della macchina e del progresso tecnologico, ma i movimenti, lenti o fulminei, del pensiero.
E’ per questo che le opere della Gagliano possono esser lette anche come una sorta di mappatura dei viaggi idealmente percorsi nei meandri del tempo. Viaggi condotti col pensiero, che trovano nella tela la porta per entrare e uscire dal reale. E se con il loro particolare equilibrio interno questi quadri sembrano l’atto conclusivo di un percorso lungo e articolato che poco o nulla concede al caso, c’è da scommettere che nel corso del lavoro, assorta nei pensieri liberi e veloci, l’artista rielabori di continuo il progetto iniziale dell’opera. Perché nel viaggio del pensiero, se noto è il punto di partenza incognito è l’approdo.

Sito di Simonetta Gagliano: http://www.cassiopeaitalia.org/gagliano

Andrea Romoli


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