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"La casetta del porcospino" - Favole Slave


La favola in versi "La casetta del Porcospino", dello scrittore bosniaco Branco Copic, è stata, dagli anni '50, patrimonio dell'immaginario di tutti i bambini dell'area dell'ex-Jugoslavia. Dal 1991, con lo scoppio della guerra balcanica e il crollo dell'unità della repubblica, la favola di Copic è stata vittima della discriminazione etnica e delle conseguenti censure nazionaliste ed è stata a lungo rinnegata in alcuni paesi della ex-Patria. Nell'attuale processo di globalizzazione, "La casetta del Porcospino" sta ora diventando il simbolo del necessario abbattimento delle barriere nazionali interposte all'espansione naturale, non solo della cultura mediterranea, ma dello stesso processo fondamentale di pace duratura.
Le fiabe e le favole permettono anche di costruire il proprio mondo interiore, facendo propri i percorsi di vita che la storia narrata ci offre. Esse costituiscono un continuo invito a intraprendere percorsi evolutivi sempre nuovi: nelle storie, come nel resto della vita, non mancano le sorprese, i pericoli, gli incontri piacevoli o quelli indesiderati... Così le fiabe e le favole diventano un segnale di ciò che può succedere realmente nel processo evolutivo di ciascuno. Viaggiare attraverso i racconti permette di conoscere e di conoscersi. E lasciarsi fluire nella storia narrata offre, quasi senza rendersene conto, potenzialità e risorse nuove o inattese, quelle scoperte acquisite durante il viaggio nell'immaginario, attraverso la fantasia.

Le fiabe e le favole sono relazione, rapporto e comunicazione
La favola generalmente ha come scopo la puntualizzazione di una morale, quindi ha un chiaro intento didattico-pedagogico e, a volte, anche etico-politico. In questo senso "La casetta del Porcospino" è il prodotto di una cultura sofisticata, che in questo specifico caso esalta i valori di umiltà, semplicità e lealtà. Il valore di questa favola, però, non è solo nel nel suo contenuto morale, ma anche nell'utilizzo della rima, elemento di musicalità così importante per facilitare la comunicazione con i bambini. La scelta di usare questa favola per realizzare un libro bilingue deriva proprio dalla consapevolezza di quanto sia cambiato e stia cambiando il mondo di oggi, consapevolezza maturata nell'ambito dell'associazionismo, delle scuole e delle politiche migratorie in senso ampio. Viviamo in una società di continui e repentini cambiamenti sia a livello tecnologico che sociale. Dinanzi a nuovi approcci culturali, etnici e linguistici la società, e in modo specifico la scuola, è in una posizione di doverosa apertura verso l'altro.

Un'associazione di donne Slave, che lavorano e crescono i figli in Italia, propone la pubblicazione di una favola per diffondere la cultura della tolleranza e per riscaldare la casa e il cuore di bimbi Italiani e non - e di tutti quelli che hanno voglia di ricordarsi di essere stati bambini - felici.

LA CASETTA DEL PORCOSPINO

Autore: Branko Copic
Traduzione a cura di: Associazione LIPA - Manuela Orazi e Luci Zuvela
Illustrazioni: Luca De Marco
Prefazione: Predrag Matvejevic

Proposta di pubblicazione dell'Associazione LIPA

Questo testo è riuscito a lasciare le tracce, le tracce di pace, che superano i confini e camminano con gambe proprie. Adesso dopo anni d'oblio questa favola ha ripreso ad esistere. La stanno ripubblicando e mettendo in scena in Bosnia, Croazia, Serbia. L'associazione LIPA cerca di darle vita anche sotto un altro tetto linguistico, creando così un altro ponte, un altro elemento di unione tra le due culture dirimpettaie.

EDIZIONE BILINGUE, 36 PAGINE, QUADRICROMIA
In collaborazione con: Biblioteca Centrale dei Ragazzi
Con il contributo: Spes, Cna Epasa, Forum per l'Intercultura, Arci Solidarietà
Con il patrocinio: Ambasciata della Bosnia Erzegovina, Ambasciata di Serbia e Montenegro presso la Santa Sede, Unicef - Roma

Per contatti e informazioni:
Associazione "LIPA"
Via Raffaele Paolucci, 59
00152 Roma
E-mail: lipe.lipe@virgilio.it



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